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Dichiarazione dei redditi 2026: chi deve farla, scadenze e cosa fare se sei in ritardo

Dichiarazione dei redditi 2026. Chi deve farla, scadenze e cosa fare se sei in ritardo
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Guida aggiornata a ottobre 2026, con le date della dichiarazione 2026 (redditi del 2025).

La dichiarazione dei redditi serve a comunicare al fisco quanto hai guadagnato nell’anno precedente e a fare i conti con le tasse già pagate: alla fine puoi avere un rimborso, non dovere nulla oppure dover versare una differenza. In questa guida trovi quale modello usare, chi deve presentarla e chi no, le scadenze del 2026, cosa fare se le hai mancate e le detrazioni da non dimenticare.

In breve

  • Due modelli: il 730 per dipendenti e pensionati, il Modello Redditi per chi ha la partita IVA o redditi che il 730 non accetta.
  • Scadenze 2026: il 730 si inviava entro il 30 settembre; il Modello Redditi va inviato entro il 2 novembre 2026.
  • In ritardo? Fino al 1° febbraio 2027 puoi ancora presentare la dichiarazione con una sanzione ridotta di 25 €.
  • Anche se non sei obbligato, presentarla conviene se hai spese da detrarre: spese mediche, interessi del mutuo, fondo pensione.

Cos’è la dichiarazione dei redditi

Durante l’anno il datore di lavoro o l’ente che paga la pensione trattiene le tasse direttamente in busta paga. Queste trattenute però non tengono conto di tutto: altri redditi, spese mediche, mutuo, familiari a carico. Con la dichiarazione dei redditi metti insieme tutte le informazioni, calcoli l’imposta (IRPEF) effettivamente dovuta e la confronti con quella già pagata. Se hai pagato di più ricevi un rimborso, se hai pagato di meno versi la differenza.

La dichiarazione presentata nel 2026 riguarda i redditi del 2025. Per quei redditi le aliquote IRPEF sono del 23% fino a 28.000 €, del 35% da 28.000 a 50.000 € e del 43% oltre i 50.000 €. Dal 2026 la seconda aliquota scende al 33%: l’effetto si vedrà in busta paga durante l’anno e nella dichiarazione del 2027.

730 o Modello Redditi: quale usare

Modello 730Modello Redditi PF
Per chiLavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori e chi ha redditi assimilatiTitolari di partita IVA e chi ha redditi non dichiarabili con il 730
Rimborso o pagamentoIn busta paga o sulla pensione, oppure direttamente dall’Agenzia se non hai un sostituto d’impostaPagamento con F24; i crediti si compensano o si chiedono a rimborso
PrecompilataSì, dal 30 aprileSì, ma di solito va completata
Scadenza 202630 settembre2 novembre
Date valide per la dichiarazione 2026 (redditi 2025). Fonte: Agenzia delle Entrate.

Il 730 è il modello più semplice e conveniente: i rimborsi arrivano in pochi mesi e le eventuali tasse da pagare vengono trattenute in busta paga, senza F24. Negli ultimi anni è stato allargato: oggi permette di dichiarare anche le plusvalenze finanziarie, comprese quelle sulle criptovalute, e alcuni redditi a tassazione separata. Non si può usare invece per i redditi d’impresa e per il lavoro autonomo con partita IVA, compreso il regime forfettario: in questi casi serve il Modello Redditi.

Chi deve presentarla e chi è esonerato

In generale deve presentare la dichiarazione chi ha avuto redditi nell’anno precedente. Sei esonerato se hai solo redditi su cui le tasse sono già state calcolate in modo definitivo, per esempio:

  • un solo stipendio o una sola pensione nell’anno, con le trattenute fatte correttamente, eventualmente insieme alla casa in cui abiti;
  • redditi molto bassi, entro le soglie indicate nella tabella delle istruzioni ufficiali;
  • solo redditi già tassati alla fonte, come gli interessi del conto corrente o dei titoli di Stato.

Sei invece obbligato anche se sei dipendente o pensionato quando, per esempio:

  • hai avuto due o più datori di lavoro nell’anno e l’ultimo non ha fatto il conguaglio complessivo;
  • hai altri redditi oltre lo stipendio, come affitti, compensi per lavori occasionali o redditi dall’estero;
  • hai conti, investimenti o criptovalute all’estero da indicare nel quadro di monitoraggio;
  • devi restituire in tutto o in parte il trattamento integrativo ricevuto in busta paga.

Anche chi è esonerato può presentarla, e spesso conviene: è l’unico modo per recuperare le detrazioni sulle spese sostenute.

Le scadenze del 2026

DataCosa succede
30 aprileLa precompilata è disponibile per la consultazione
14 maggioSi può accettare, modificare e inviare il 730
30 giugnoPagamento di saldo e primo acconto per chi usa il Modello Redditi
Da luglioRimborsi e trattenute del 730 in busta paga (per i pensionati circa un mese dopo)
30 settembreUltimo giorno per inviare il 730
26 ottobre730 integrativo, solo tramite CAF o professionista e solo se la correzione è a tuo favore
2 novembreUltimo giorno per inviare il Modello Redditi
30 novembreSecondo acconto IRPEF
1° febbraio 2027Ultimo giorno per la dichiarazione tardiva
Fonte: Agenzia delle Entrate, calendario della dichiarazione precompilata 2026.

Hai mancato la scadenza? Cosa fare adesso

  • Non hai inviato il 730 entro il 30 settembre: puoi presentare il Modello Redditi entro il 2 novembre 2026, anche in versione precompilata. In questo caso eventuali tasse si pagano con F24 e non in busta paga.
  • Hai dimenticato una spesa nel 730: se la correzione ti dà un rimborso maggiore, puoi fare il 730 integrativo entro il 26 ottobre tramite CAF o professionista, oppure presentare un Modello Redditi correttivo entro il 2 novembre. Se la correzione è a tuo sfavore serve il Modello Redditi.
  • Hai superato anche il 2 novembre: entro 90 giorni, cioè fino al 1° febbraio 2027, la dichiarazione tardiva è ancora valida. La sanzione è di 250 €, ridotta a 25 € con il ravvedimento, più le sanzioni sulle eventuali imposte versate in ritardo.
  • Oltre il 1° febbraio 2027: la dichiarazione si considera omessa. La sanzione è del 120% delle imposte dovute, con un minimo di 250 €; se non ci sono imposte dovute va da 250 a 1.000 €. Quando l’imposta evasa supera i 50.000 € l’omessa dichiarazione è anche un reato.

Come si presenta: tre strade

Da solo, con la precompilata

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate entri con SPID, CIE o CNS e trovi la dichiarazione già compilata con stipendio, pensione, spese mediche, interessi del mutuo, premi assicurativi e molte altre voci comunicate da enti e aziende. Controlli i dati, aggiungi ciò che manca e la invii. È gratis e, se accetti il 730 senza modifiche, l’Agenzia non fa i controlli documentali sulle spese già indicate. È la strada più adatta a chi ha una situazione semplice.

Con un CAF

Il CAF compila e invia la dichiarazione per te e si assume la responsabilità del visto di conformità sui dati. Il costo varia a seconda del centro e della complessità; per alcune categorie, come i pensionati iscritti a un sindacato, può essere gratuito o ridotto.

Con un commercialista

Conviene quando la situazione è complessa: partita IVA, affitti, redditi o investimenti all’estero, criptovalute, eredità, bonus edilizi. È la soluzione più costosa, ma riduce il rischio di errori.

I documenti da preparare

  • la Certificazione Unica (CU) di ogni datore di lavoro, ente pensionistico o committente;
  • scontrini, fatture e ricevute delle spese detraibili, con la prova del pagamento tracciabile;
  • i dati di case e terreni e gli eventuali contratti di affitto;
  • i resoconti di banche e broker per investimenti e conti all’estero;
  • la dichiarazione dell’anno prima e gli F24 di eventuali acconti già pagati.

Le detrazioni da non dimenticare

  • Spese mediche: detrazione del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 €. Visite e prestazioni da privati non convenzionati vanno pagate con mezzi tracciabili; per farmaci e dispositivi medici basta lo scontrino con il codice fiscale.
  • Interessi del mutuo per la prima casa: detrazione del 19% su un massimo di 4.000 € di interessi l’anno.
  • Fondo pensione: i contributi si deducono dal reddito fino a 5.164,57 € per il 2025. Dal 2026 il limite sale a 5.300 €.
  • Altre spese: istruzione, attività sportive dei figli, affitto per studenti fuori sede, assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, donazioni a enti del terzo settore, spese veterinarie, lavori in casa.

Chi ha un reddito superiore a 75.000 € ha un tetto complessivo alle spese detraibili, che dipende dal reddito e dal numero di figli a carico; alcune spese, come quelle sanitarie, restano escluse dal tetto. Nella precompilata il calcolo è automatico. Altre idee per pagare meno tasse in modo legale le trovi nella guida su come ridurre le tasse.

Rimborsi e pagamenti

Con il 730 il rimborso arriva direttamente in busta paga: a luglio se hai inviato la dichiarazione entro maggio, poi via via nei mesi successivi a seconda della data di invio. I pensionati lo ricevono circa un mese dopo. Chi non ha un sostituto d’imposta, per esempio perché ha perso il lavoro, riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente indicato.

Se invece devi pagare, con il 730 le somme vengono trattenute in busta paga o sulla pensione; puoi chiedere di dividerle in rate mensili fino a novembre, con un piccolo interesse. Il secondo acconto si paga a novembre. Con il Modello Redditi si paga con F24 entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.

La dichiarazione serve anche per altre pratiche: i redditi dichiarati entrano per esempio nel calcolo dell’ISEE, da cui dipendono molti bonus.

Domande frequenti

Chi non è obbligato a fare la dichiarazione dei redditi?

Chi ha un solo stipendio o una sola pensione con le trattenute corrette e nessun altro reddito, chi ha redditi sotto le soglie di esonero e chi ha solo redditi già tassati alla fonte, come gli interessi bancari. Anche in questi casi la si può presentare per recuperare le detrazioni.

Ho perso la scadenza del 730: cosa posso fare?

Puoi presentare il Modello Redditi entro il 2 novembre 2026 senza sanzioni. Dopo, fino al 1° febbraio 2027, puoi ancora presentare la dichiarazione tardiva con una sanzione di 25 € se usi il ravvedimento.

Quanto costa fare il 730?

Da solo con la precompilata è gratis. Al CAF o dal commercialista il prezzo dipende dalla complessità della dichiarazione e dal centro a cui ti rivolgi: conviene chiedere un preventivo prima.

Quando arriva il rimborso del 730?

Ai dipendenti in busta paga a partire da luglio, in base alla data di invio; ai pensionati circa un mese dopo. Senza sostituto d’imposta il rimborso arriva dall’Agenzia delle Entrate, di solito entro fine anno.

Con la partita IVA si può usare il 730?

No. Il lavoro autonomo con partita IVA, anche nel regime forfettario, si dichiara con il Modello Redditi, che va inviato entro il 2 novembre 2026.

Fonti

Le informazioni fiscali hanno scopo informativo: per il tuo caso rivolgiti a un CAF o a un commercialista.

Scritto da

Simone Ventre

Mi occupo di mercati finanziari e trading con un approccio basato su analisi tecnica, lettura del contesto macroeconomico e gestione rigorosa del rischio. Ho fondato FinanzaPlus nell'ottobre 2022 per rendere la finanza personale semplice, pratica e accessibile a tutti. Non sono un consulente finanziario: le guide hanno scopo informativo.

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